La Storia


L’Accademia di Belle Arti “Eleonora D’Aragona”, nasce a Sciacca nel 1999 in un territorio ricco di storia e di cultura artistica, cornice ideale affinchè tale istituzione possa svilupparsi e arricchirsi della tradizione artistica secolare della città.
Fin dal primo anno l’Accademia si è impegnata nella formazione artistica superiore, e interviene sull’humus culturale, intellettuale e formativo di questa città, che è impregnata d’arte e che deve tentare di esprimerla e valorizzarla anche attraverso i giovani che si avvicinano all’Accademia.
Questo luogo di indagine e ricerca, questa scuola – laboratorio, operativa sia sotto l’aspetto pratico che teorico – scientifico, è apportatrice di interconnessioni tra arte e scuola, tra ricerca e didattica ed infine sostenitrice di iniziative che scaturiscono da un corpo docenti altamente preparato, e capace di inserire gli allievi nei circuiti culturali e didattici nazionali ed Europei.
Il corso di Decorazione per l’intrinseca articolazione creativa, favorisce la crescita artistica e sviluppa ricerche plastico – cromatiche su rapporti di varia natura, comprendendo tra questi, anche e soprattutto la ceramica che diventerà l’elemento cardine da valorizzare nel suo contesto attuale ma soprattutto di restauro delle preesistenze storiche nel nostro territorio.

 

Eleonora D’Aragona

Figlia del duca Giovanni di Randazzo, fratello di re Pietro II, e di Cesarea Lancia, Eleonora d’Aragona gioca un ruolo fondamentale nelle vicende del XIV secolo, forte, non solo della consanguineità con la famiglia regnante, ma anche della posizione al fianco del marito Guglielmo Peralta, terzo conte di Caltabellotta.

L’infanta, che aveva ereditato dal padre una ingente dote costituita da Caltanissetta, Calatafimi, Sambuca, Adragna, Contessa, Giuliana, Calatamauro e Comicchio, col matrimonio si trovò a reggere le sorti della contea di Caltabellotta, Calatubo, Borgetto, e Castellammare del Golfo.

eleonora
Ma fu, soprattutto, nel territorio di Sciacca, Contessa e Giuliana che si esercitò l’influenza di Eleonora; Guglielmone, infatti, era divenuto signore quasi assoluto della cittadina saccense, dove, oltre ad essere titolare della capitania a guerra con la cognizione delle cause criminali, aveva, nel 1365, creato un tribunale che rappresentava la Magna curia ed era giunto a battere moneta.
Proprio a Sciacca si riversò la munificenza dei coniugi con la costruzione di numerose chiese, espressione di pietas, ma anche strumento di controllo territoriale: l’infanta, nel 1342, fece erigere la chiesa di S. Margherita, affidandone, poi, la cura all’ordine dei cavalieri teutonici; nel 1370, insieme al conte, la chiesa di San Michele e nel 1371 il monastero di S. Maria dell’Itria, iniziato dal marito e da lei completato nel 1401.
All’abilità amministrativa e politica unì anche un profondo sentimento familiare che la condusse a difendere i diritti dei nipoti riuscendo a trasformare in perpetua la donazione “dum vitam duxerit” di Giuliana ed a battersi per legittimare Raimondetto, figlio naturale di Nicola.
Morì nel castello di Giuliana nel 1405.
E’ giusto, che la storia di oggi, tesa non più a studiare le grandi battaglie ma a tessere la trama dei singoli individui nell’ordito più grande del contesto storico del tempo, dedichi la sua attenzione a questa figura di donna che, pur nulla perdendo la sua femminilità, seppe reggere le sorti della contea con la stessa lucidità mentale e abilità politica del marito Guglielmo e del padre Giovanni.

Accademia di Belle Arti "Eleonora d'Aragona" Via Atrio Valverde - 92019 Sciacca (Ag) Tel/Fax 0925.902649 - mail: accademiasciacca@virgilio.it -P.IVA 02108570843   //   Developer: Blumedia