Regolamento didattico


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I. DISPOSIZIONI GENERALI

 

ART 1. Ambito di applicazione e normative di riferimento
1. Il presente Regolamento Generale dell’Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta (di seguito denominata Accademia) è adottato nelle forme previste dalle disposizioni di legge vigenti in materia di Alta Formazione Artistica e Musicale.
2. Il Regolamento Generale (di seguito denominato Regolamento) disciplina le modalità di funzionamento degli organi e strutture dell’Accademia, salvo nei casi in cui la legge o lo Statuto rinviino espressamente ad altra fonte.
3. Al presente Regolamento è data adeguata forma di pubblicità all’interno dell’Accademia, mediante l’affissione per 30 giorni, a decorrere dalla data di emanazione, all’Albo ufficiale.

 

II. OFFERTA FORMATIVA

 

ART 2. Corsi Accademici
1. In conformità con le disposizioni ministeriali vigenti, l’Accademia attiva Corsi Accademici rilascianti titoli di studio aventi valore legale, riconosciuti dal Ministero per l’Università e la Ricerca, definiti Corsi Accademici.
2. In esecuzione alle disposizioni normative vigenti l’Accademia può attivare i seguenti Corsi Accademici:
a) Corsi Accademici di diploma triennale ad indirizzo decorazione
b) Corsi Accademici di perfezionamento o master.
c) Corsi Accademici di formazione
3. Sulla base di apposite convenzioni, l’Accademia rilascia i titoli di cui al presente articolo, anche congiuntamente ad altre istituzioni italiane e straniere di corrispondente livello abilitate a rilasciare titoli di studio riconosciuti nell’ordinamento italiano secondo la disciplina di diritto comunitario ed internazionale.
4. L’Accademia predispone entro giugno il Manifesto annuale degli studi accademici relativo al successivo anno accademico. Esso indica tutti i Corsi di studio attivi; le norme relative alle iscrizioni, alle frequenze e alle rette, tasse e contributi di funzionamento; il calendario didattico e delle principali scadenze.

 

ART 3. Corsi Liberi e Internazionali
L’Accademia attiva corsi per la formazione professionale, superiore e continua denominati Corsi Liberi, in conformità con le disposizioni previste per gli enti accreditati dalla Regione Sicilia per la formazione superiore e continua.

 

III. ALTRE ATTIVITÀ ISTITUZIONALI

 

ART 4. Produzione artistica

1. L’Accademia promuove autonomamente, o in cooperazione con altri enti, attività in ambito artistico e produttivo, al fine di valorizzare le competenze e il talento di studenti e docenti. Tra queste rientrano:
a) organizzazione di eventi, mostre e spettacoli ricreativi e culturali;
b) produzione e commercializzazione di oggetti e opere di varia natura;
c) organizzazione, gestione ed esercizio di giornali, riviste e attività editoriali o di produzione radio-televisiva e telematica connesse alle attività formative e di ricerca dell’Accademia.
2. Tali attività possono essere affidate a strutture appositamente create in seno all’Accademia o essere sviluppate dai docenti in collaborazione con gli studenti, in un contesto di attività d’aula o di tirocinio formativo.

 

ART 5. Ricerca

1. L’Accademia stipula contratti e convenzioni per progetti di ricerca con enti pubblici o privati.
2. Tali attività possono essere affidate a professionisti e centri appositamente creati in seno all’Accademia o essere sviluppate dai docenti in collaborazione con gli studenti, in un contesto di attività d’aula o di tirocinio formativo.

 

ART 6. Servizi agli studenti

1. L’Accademia promuove, in collaborazione con enti pubblici e privati, iniziative dirette ad assicurare agli studenti i servizi culturali, ricreativi, di assistenza per l’inserimento nell’ambiente di studio e di lavoro. Rientrano tra queste attività:
a) informazione e orientamento alle scelte formative e all’inserimento professionale, compresa l’organizzazione di stage, tirocini formativi in Italia e all’estero, consulenza a studenti e aziende per l’inserimento e lo sviluppo professionale di studenti e diplomati;
b) organizzazione di attività culturali;
c) diffusione gratuita di materiale scolastico di propaganda.
2. Tali attività sono gestite dall’Accademia e dagli uffici preposti, nel rispetto delle normative vigenti.

 

IV. ORGANI DELL’ACCADEMIA

 

ART 7. Elenco e funzione degli organi

1. In esecuzione della Legge 508/99 l’organizzazione dell’Accademia si basa sul principio di collaborazione tra compiti di gestione delle attività di formazione, di ricerca e produzione artistica e compiti di gestione amministrativa e a questo fine si articola in: organi di governo e consultivi; strutture didattiche (di produzione e di ricerca) e strutture di servizio.
2. Gli organi di governo dell’Accademia, nell’ambito delle rispettive competenze, definiscono gli obiettivi ed i programmi da attuare e verificano la rispondenza dei risultati della gestione alle direttive generali impartite. Essi sono responsabili dell’osservanza dello Statuto, dei Regolamenti e delle normative vigenti, ciascuno nell’ambito delle rispettive competenze. Sono organi di governo dell’Accademia:
a) il Presidente
b) il Direttore
c) il Consiglio Accademico
d) il Consiglio di Amministrazione
3. Gli organi consultivi dell’Accademia, nell’ambito delle rispettive competenze, partecipano alla valutazione delle attività dell’Accademia e concorrono al raggiungimento degli obiettivi di qualità.
Sono organi consultivi:
a) Nucleo di Valutazione
b) Consulta degli studenti
c) Collegio dei Professori
d) Collegio dei Revisori dei conti

 

ART 8. Il Presidente

1. Il Presidente è rappresentante legale dell’ Accademia, salvo le competenze in ordine alle collaborazioni e alle attività esterne che riguardano la didattica, la ricerca, la produzione artistica che spettano, invece, al Direttore.
2. Il Presidente è nominato dal Consiglio di amministrazione, convoca e presiede il Consiglio di amministrazione e fissa l’ ordine del giorno.
3. Il Presidente adotta i regolamenti interni, previa delibera degli organi competenti e sentito il Collegio dei professori.
4. Cura il coordinamento con le autorità locali, gli enti, gli istituti finanziari al fine di determinare forme di sponsorizzazione e di finanziamento alle libere attività artistiche, di ricerca e sperimentazione programmate e promosse dall’Istituto
5. Il Presidente viene proposto dal Consiglio di amministrazione della Società e sottoposto alla valutazione dell’Ass. Reg. P. I. della Sicilia e p.c. al Ministero dell’ Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

 

ART 9. Il Direttore

1. Il Direttore rappresenta la comunità accademica e può essere eletto tra i docenti in servizio o tra professionisti esterni, in possesso di particolari requisiti di comprovata professionalità. Il Direttore dura in carica un anno e può essere riconfermato.
2. Il Direttore ha compiti di iniziativa, di attuazione e di vigilanza e assicura il raccordo tra gli organi centrali di governo dell’Accademia.
3. Rappresenta l’Accademia nelle cerimonie pubbliche e di conferimento dei diplomi e quando ciò è previsto dalla legge, escluse le materie di competenza degli altri Organi previste dallo Statuto.
4. Convoca e presiede le adunanze del Consiglio Accademico e assicura il coordinamento tra questo organo e il Consiglio di Amministrazione, presentandone le istanze, le proposte e le delibere.
5. Garantisce la collaborazione tecnica e scientifica tra le diverse strutture didattiche e di ricerca per assicurare una prospettiva interdisciplinare e maggiore efficienza gestionale.
6. Emana il Regolamento generale, il regolamento dei singoli corsi e strutture, nonché i decreti e gli atti di sua competenza.
7. Vigila sul funzionamento generale dell’Accademia e cura l’osservanza di tutte le norme concernenti la materia scientifica e didattica.
8. Nomina con suo decreto il vice Direttore e attiva le procedure per il reclutamento e la nomina dei docenti e l’attribuzione di incarichi di docenza, coordinamento e servizi per la didattica.
9. Può conferire speciali deleghe a personale docente e non docente e nominare uno o più vicedirettori a cui affidare parte delle sue funzioni o dei suoi compiti.
10. Può costituire commissioni e comitati con funzioni consultive, istruttorie e gestionali in materie di sua competenza.
11. Esercita l’autorità disciplinare sugli studenti e i docenti, secondo la normativa vigente.
12. Stipula accordi e convenzioni con enti italiani e stranieri e con altre Accademie e Università, con le amministrazioni dello Stato, con enti pubblici e con privati, persone fisiche e giuridiche, italiane e straniere per ogni forma di cooperazione didattica e scientifica e comunque per lo svolgimento di attività di comune interesse.
13. Adotta, in caso di necessità e in situazioni di indifferibile urgenza, i necessari provvedimenti.
14. Stabilisce la data e provvede all’organizzazione delle elezioni dei rappresentanti degli studenti e dei docenti nei diversi organi accademici
15. Esercita tutte le altre attribuzioni che gli sono demandate dalla legge, in quanto applicabile, dallo Statuto e dai Regolamenti.

 

ART 10. Il Consiglio Accademico

1. Il Consiglio Accademico è composto da un numero variabile di componenti in funzione dei Corsi Accademici attivati e dura in carica tre anni.
2. Fanno parte del Consiglio accademico,oltre al Direttore che lo presiede:
a. Un numero variabile di docenti (in funzione dei corsi attivati), in possesso di requisiti di comprovata professionalità designati dal corpo docente;
b. due studenti designati dalla consulta degli studenti.
3. il Consiglio Accademico:
a. elabora e approva il piano di indirizzo e la programmazione delle attività didattiche, scientifiche, artistiche e di ricerca, tenuto conto delle disponibilità di bilancio relative all’esercizio finanziario di riferimento;
b. favorisce lo sviluppo delle attività didattiche, di ricerca e di produzione e ne definisce le linee d’intervento provvedendo al coordinamento delle attività e dei servizi didattici dell’Accademia;
c. delibera, in conformità ai criteri generali fissati dal regolamento di cui all’articolo 2, comma 7, lett. h) della legge 508/99, il Regolamento didattico, sentito il Collegio dei professori e la Consulta degli studenti, ed il Regolamento degli studenti, sentita la Consulta degli studenti;
d. esercita, inoltre, tutte le altre attribuzioni che gli sono demandate dall’ordinamento Afam nazionale, dallo statuto e dai regolamenti.
4. Il Consiglio si riunisce su convocazione del Direttore, che ne fissa l’ordine del giorno, o quando ne faccia richiesta almeno un quarto dei suoi membri. In tal caso il Direttore è tenuto alla convocazione entro quindici giorni, ponendo all’ordine del giorno l’argomento o gli argomenti che hanno motivato la richiesta. L’avviso di convocazione deve essere comunicato, corredato dall’ordine del giorno e dalla eventuale documentazione, almeno quindici giorni prima della seduta.
5. Il Consiglio si intende validamente costituito quando sia presente almeno la metà più uno dei componenti. In caso di impedimento o assenza del Direttore dell’Accademia, il Consiglio accademico è presieduto dal suo delegato.
6. Le deliberazioni del Consiglio Accademico sono assunte a maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto del Direttore.
7. Chiunque non partecipi per più di tre volte consecutive alle adunanze, senza giustificazione alcuna, decade dal mandato.

 

ART 11. Il Consiglio di Amministrazione

1. Il Consiglio di Amministrazione (CDA) definisce le linee strategiche di sviluppo dell’Accademia, stabilisce gli obiettivi ed i programmi della gestione amministrativa e promuove le iniziative volte a potenziare le dotazioni finanziarie dell’Accademia.
2. Propone cambiamenti allo Statuto e le successive modifiche.
3. Delibera il presente Regolamento Generale.
4. La sua composizione e il suo funzionamento sono definiti dallo Statuto.

 

ART 12. Il Nucleo di valutazione

1. Il nucleo di valutazione, costituito con delibera del Consiglio di amministrazione, sentito il Consiglio accademico, è formato da 3 componenti aventi competenze differenziate, di cui due scelti fra esperti esterni, anche stranieri, di comprovata qualificazione nel campo della valutazione, e un docente interno all’Accademia;
2. Il nucleo di valutazione in particolare:
a. Ha compiti di valutazione dei risultati dell’attività didattica e artistica e del funzionamento complessivo dell’Accademia, verificando, anche mediante analisi comparative dei costi e dei rendimenti, l’utilizzo ottimale delle risorse;
b. Redige una relazione annuale sulle attività e sul funzionamento dell’Accademia sulla base di criteri determinati dal comitato per la valutazione del sistema universitario.
3. L’Accademia adotta un sistema di valutazione interna delle attività didattiche e di ricerca, degli interventi di sostegno al diritto allo studio e della gestione amministrativa in conformità alle norme ministeriali vigenti.
4. Somministra agli studenti il questionario di valutazione.

 

ART 13. Consulta degli studenti

1. La Consulta degli studenti è composta da studenti eletti in numero proporzionale agli iscritti; fanno parte inoltre della consulta gli studenti eletti nel Consiglio accademico. Oltre ad esprimere i pareri previsti dallo statuto e dai regolamenti, la Consulta può indirizzare richieste e formulare proposte al Consiglio accademico ed al Consiglio di amministrazione con particolare riferimento all’organizzazione didattica e dei servizi per gli studenti. La Consulta degli studenti può chiedere che nelle riunioni del Consiglio accademico e del Consiglio di amministrazione vengano inseriti all’ordine del giorno gli argomenti da essa segnalati.
In particolare la Consulta degli studenti:
a. Esprime, ove ne sia richiesta dal Direttore, pareri sulle modalità dello svolgimento dei servizi didattici rivolti agli studenti
b. Ha potere di proposta di iniziative per le attività e i servizi a carattere fomativo o informativo a favore degli studenti.
2. Qualora la Consulta degli studenti non fornisca entro trenta giorni motivato parere sulle questioni che vengono poste, gli organi competenti possono procedere alle delibere in assenza dei pareri stessi.
3. La Consulta degli studenti è organo autonomo di organizzazione e coordinamento degli studenti dell’Accademia è invece consultivo e propositivo per quanto attiene:
- Agli ordinamenti didattici;
- Ai regolamenti delle attività didattiche;
- All’attuazione del diritto allo studio;
- All’efficienza dei servizi;

 

ART 14. Il Collegio dei Professori

1. Il Collegio dei professori è composto dal Direttore, che lo presiede, e da tutti i docenti in servizio presso l’Accademia.
2. Partecipa alle riunioni, senza diritto di voto, la Consulta degli studenti.
3. Il Collegio dei professori esprime le linee guida sul regolamento didattico, esprime parere e suggerisce in merito agli interventi di sviluppo didattico, di ricerca e di produzione artistica.
4. Il Collegio dei professori :
a. E’ convocato dal Direttore.
b. Svolge funzioni di consulenza e supporto delle attività del Consiglio accademico, secondo le modalità del presente statuto.
c. Propone al Consiglio accademico l’indirizzo generale per la didattica e la ricerca dell’istituzione, partecipa allo sviluppo delle proposte espositive, di sperimentazione e di ricerca. Elabora e sviluppa il dibattito riguardante l’immagine artistica e culturale esterna dell’istituzione, promuove iniziative di sviluppo delle metodologie formative nel campo delle diverse discipline delle arti. Analizza, avvalendosi di una commissione didattica di vigilanza costituita da docenti e studenti, secondo criteri disciplinati dal regolamento didattico dell’Accademia, gli esiti della didattica e il funzionamento del tutorato, e fornisce, attraverso una relazione predisposta dal Direttore, gli elementi utili per la valutazione globale dell’attività svolta;
d. Elegge il Direttore;
e. Avanza proposte ed esprime parere obbligatorio sullo Statuto sulle sue eventuali modifiche;

 

ART 15. Il Collegio dei Revisori dei conti

1. Il Collegio dei revisori, costituito con decreto del Presidente, è composto da tre membri.
2. Il Collegio dei revisori:
a. Vigila sulla legittimità, regolarità e correttezza dell’azione amministrativa;
b. Espleta i controlli di regolarità amministrativa e contabile, nonché gli accertamenti di entrata e gli impegni di spesa.

 

V. STRUTTURE DIDATTICHE E DI SERVIZIO

 

ART 16. Elenco e funzione delle Strutture didattiche e di servizio

1. L’organizzazione accademica si articola in ambiti disciplinari definiti Dipartimenti, come previsto dalle normative ministeriali, strutture organizzative definite Istituti, con funzioni di programmazione, coordinamento e gestione delle attività didattiche dei corsi che ad essi afferiscono e strutture di servizio o Uffici, con funzioni di erogazione di servizi generali e di supporto alla didattica.

 

VI. CORSI DI STUDI E COMMISSIONI INTERDISCIPLINARI

 

ART 17. Corsi di studi

1. L’Istituzione dei Corsi non accademici è deliberata dal Direttore dell’Accademia o suo delegato, su proposta del Coordinatore di Istituto o dei Docenti dell’Accademia.
2. Tutti i Corsi di studi fanno capo ad una struttura organizzativa di riferimento (Istituto) per quanto concerne la programmazione, l’organizzazione e il coordinamento generale delle attività formative.

 

VII. NORME RELATIVE AI CORSI ACCADEMICI

 

ART 18. Istituzione Corsi di studi Accademici

1. La proposta di istituzione di un nuovo corso accademico può essere avanzata al Consiglio Accademico dal Direttore dell’Accademia o dal Direttore di un Corso accademico già istituito, di norma entro 12 mesi dall’inizio previsto per le attività didattiche. La proposta di istituzione viene presentata al Ministero per l’autorizzazione, in conformità con le procedure previste dalle normative vigenti.
2. Le tipologie di attività formative e gli insegnamenti attivabili e l’appartenenza degli insegnamenti ai diversi settori e campi disciplinari sono definite, ove applicabile, dagli Ordinamenti ministeriali e sono relativi alle Scuole e Dipartimenti AFAM di afferenza.
3. La proposta di istituzione di un nuovo Corso accademico deve contenere:
a) denominazione
b) obiettivi formativi
c) profili e sbocchi professionali
d) elenco degli insegnamenti dei corsi e dell’eventuale articolazione in moduli, nonché delle altre attività formative.
e) obiettivi formativi specifici, i crediti e le eventuali propedeucità di ogni insegnamento e di ogni altra attività formativa;
f) tipologia delle forme didattiche, degli esami e delle altre verifiche del profitto degli studenti
g) caratteristiche della prova finale per il conseguimento del titolo.
h) partnernariati e relazioni con il sistema delle arti e delle professioni
i) dimensione internazionale
j) direttore del corso, comitato scientifico e docenti responsabili dei principali insegnamenti e relativo curriculum
k) numero massimo di posti disponibili, nonché il numero minimo di iscritti senza il quale il corso non sarebbe attivato;
l) titoli di studio richiesti per l’ammissione, inclusi gli eventuali debiti formativi ammessi e gli eventuali crediti riconoscibili e le prove previste;
m) le eventuali agevolazioni previste per i partecipanti meritevoli.

 

ART 19. Attivazione Corsi Accademici

L’Accademia predispone entro giugno il Manifesto annuale degli studi accademici relativo al successivo anno accademico. Esso indica tutti i Corsi accademici attivi, e, ove applicabile, i relativi curricula e insegnamenti attivati; le modalità di accesso ai corsi di studio per i quali sia stato fissato un numero massimo di iscritti; le norme relative alle iscrizioni, alle frequenze e alle tasse e contributi di funzionamento; il calendario didattico e delle principali scadenze.

 

ART 20. Regolamenti didattici Corsi Accademici

1. Tutti i Corsi Accademici sono disciplinati da specifici Regolamenti approvati dal Consiglio Accademico. Le tipologie di attività formative e gli insegnamenti attivabili e l’appartenenza degli insegnamenti ai diversi settori e campi disciplinari sono definiti dagli Ordinamenti ministeriali, in conformità con le Scuole e Dipartimenti AFAM di appartenenza.
2. I Regolamenti dei corsi indicano i Curricula accademici, cioè gli specifici percorsi formativi previsti per il conseguimento del titolo di studio presso l’Accademia. Il Direttore del Corso di Studi definisce annualmente in collaborazione con il Coordinatore del Corso e con il Consiglio del Corso di Studi il Programma annuale del Corso che indica i contenuti delle attività formative curricolari, i programmi dei singoli insegnamenti e le attività formative integrative.
3. I Regolamenti didattici dei singoli Corsi disciplinano altresì gli aspetti di organizzazione dell’attività didattica con particolare riferimento agli obiettivi, tempi e modi con cui i competenti organi provvedono collegialmente alla programmazione, al coordinamento e ai risultati delle attività formative, alle procedure di attribuzione delle attività didattiche integrative, di orientamento e di tutorato, alle modalità di individuazione per ogni attività della struttura o della singola persona che ne assume la responsabilità.

 

VIII. CARATTERISTICHE DEI CORSI ACCADEMICI

 

ART 21. Crediti formativi accademici

1. Le attività formative che fanno capo ai Corsi Accademici attivati dall’Accademia danno luogo all’acquisizione da parte degli studenti che ne usufruiscono di crediti formativi accademici (CFA), ai sensi della normativa in vigore. I crediti formativi corrispondenti a ciascuna attività formativa sono acquisiti dallo studente previo il superamento dell’esame o a seguito di altra forma di verifica della preparazione o delle competenze conseguite stabilita nell’ordinamento didattico del Corso di studio.
2. Al credito formativo accademico, corrispondono 25 ore di impegno per studente. La quantità media di lavoro svolto in un anno da uno studente a tempo pieno, è convenzionalmente fissata in 60 crediti.
3. I Curricula di ciascun Corso di Studi, di cui allo specifico regolamento, determinano la misura dei crediti corrispondenti alle varie attività previste per il conseguimento del titolo, nel rispetto di quanto disposto dalle disposizioni ministeriali.
4. Il Coordinatore del Corso di Studi opera il riconoscimento totale o parziale dei crediti acquisiti da uno studente proveniente da altro Corso dell’Accademia o da altra istituzione che ne abbia fatto richiesta anche sulla base di specifici accordi interateneo e comunque sulla base di un documentato accertamento dei contenuti didattici e formativi corrispondenti ai crediti dei quali si chiede il riconoscimento.
5. I Curricula di ciascun Corso di Studi possono stabilire il numero minimo di crediti da acquisire in tempi determinati anche come condizione per l’iscrizione all’anno di corso successivo.
6. Il Coordinatore del corso di studi può riconoscere come crediti formativi accademici, le conoscenze e abilità professionali certificate ai sensi della normativa vigente in materia, nonché altre conoscenze e abilità maturate in attività formative di livello post-secondario alla cui progettazione e realizzazione abbia concorso l’Accademia, altri Atenei o Istituti di Alta Formazione Superiore o professionale.
7. I Regolamenti dei singoli Corsi di studi disciplinano, in relazione agli ordinamenti didattici vigenti, gli obblighi di frequenza agli insegnamenti dei Corsi o stabiliscono le condizioni e gli obblighi sostitutivi, da commisurare in crediti formativi.

 

ART 22. Programma dei Corsi Accademici

1. Le attività formative curricolari, ove previsto nella normativa vigente, sono raggruppate nelle seguenti tipologie:
a) attività formative relative alla formazione di base
b) attività formative caratterizzanti
c) attività formative in uno o più ambiti disciplinari affini o integrativi.
2. Oltre alle attività di cui al comma 1, i Corsi prevedono attività relative alla preparazione della prova finale per il conseguimento del titolo, alla preparazione del portfolio artistico e professionale, alla realizzazione di progetti individuali di produzione e ricerca e attività formative ulteriori volte ad acquisire abilità utili per l’inserimento nel mondo del lavoro e ad agevolare le scelte professionali, mediante la conoscenza diretta del settore lavorativo a cui il titolo di studio può dare accesso.
3. I contenuti delle attività formative sono indicati nel Programma annuale del Corso, l’ impegno richiesto è commisurato al numero di crediti per esse previsti dal curriculum.
4. Le attività formative sono comprensive di attività didattica frontale e laboratoriale anche extraaula, di attività di stage e tirocinio formativo e di attività di preparazione e studio individuale e di gruppo.
5. Gli insegnamenti e le altre attività didattiche possono essere svolte in tutto o in parte in lingua straniera e possono essere erogati con diversa progressione temporale e mediante l’utilizzo di diverse forme di didattica, anche a distanza.

 

ART 23. Progetti individuali, stage e portfolio

1. I Corsi di Studi puntano a sviluppare l’autonomia di produzione artistica e di ricerca dello studente, a questo fine sono incentivati la realizzazione di progetti individuali o di gruppo e le attività esterne, grazie alla collaborazione con altre istituzioni e aziende. A queste attività vengono riconosciuti crediti formativi con modalità definite dal Programma del corso.
2. L’attività di stage è parte integrante dell’attività formativa accademica ed è normata secondo le procedure previste dalla legge n. 196 del 24.06.1997 e disciplinata da specifiche norme. In alternativa allo stage, lo studente può svolgere attività di ricerca o produzione presso l’Accademia in collaborazione con enti e aziende finalizzata allo sviluppo di produzioni artistiche o di progetti aziendali o individuali.
3. E’ parte integrante dei percorsi formativi anche lo sviluppo del portfolio artistico e professionale dello studente che viene presentato e valutato, ove previsto, nell’esame finale di diploma.

 

IX. ACCESSI, ISCRIZIONI E CARRIERA DEGLI STUDENTI

 

ART 24. Requisiti di ammissione

1. Per essere ammessi ai Corsi Accademici è necessario essere in possesso del titolo italiano richiesto dalla normativa in vigore o di altro titolo di studio conseguito all’estero e riconosciuto idoneo.
2. Il Manifesto generale degli studi pubblicato annualmente dall’Accademia indica le condizioni, le modalità, i termini, gli importi da versare, la documentazione richiesta e ogni altro adempimento necessario all’immatricolazione ai corsi di studio attivati.

 

ART 25. Libretto accademico

1. Allo studente immatricolato è rilasciato il libretto accademico contenente le materie d’esame superate con i relativi voti e gli elementi necessari all’identificazione dell’allievo. Il libretto è valido come documento di riconoscimento all’interno della struttura e consente la fruibilità dei servizi.
2. Fatto salvo quanto definito nel precedente comma, il libretto è valid0 come documento comprovante l’iscrizione all’Accademia.

 

ART 26. Rinnovo dell’iscrizione

1. Il rinnovo dell’iscrizione avviene entro il 30 giugno, salvo corsi per cui è previsto uno specifico calendario accademico. Il Direttore può concedere deroghe ai termini di cui sopra a condizione che le istanze relative siano adeguatamente motivate e non comportino pregiudizio all’organizzazione didattica e amministrativa.

 

ART 27. Qualifica di studente e fuori corso

1. La qualifica di studente è riservata agli iscritti ai Corsi Accademici che siano in regola con le procedure di iscrizione e i versamenti relativi. Non è consentita l’iscrizione contemporanea a più di un Corso Accademico. La violazione della norma comporta l’annullamento automatico di ogni immatricolazione successiva alla prima.
2. Lo studente iscritto assume la qualifica di “fuori corso” qualora, pur avendo completato gli anni di iscrizione previsti come normali dagli ordinamenti in vigore, non abbia acquisito tutti i crediti richiesti per il conseguimento del titolo.
3. L’Accademia programma un’offerta didattica specifica per ogni anno di corso. Lo studente è tenuto a rispettare le indicazioni di obbligatorietà e eventuali propedeuticità e il limite massimo e minimo di crediti conseguibili definito dal regolamento didattico specifico del corso di studi, ove applicabile.

 

ART 28. Frequenza

1. Lo studente è tenuto a rispettare le direttive ministeriali in relazione all’obbligo di frequenza degli insegnamenti inseriti nel programma di studi. Speciali deroghe all’obbligo di frequenza possono essere ottenute presentando domanda scritta alla Commissione Didattica di Dipartimento entro i termini previsti dalla normativa d’esame per i seguenti motivi: problemi di salute, gravi motivi familiari, svolgimento di stage, partecipazione a scambi internazionali, progetti individuali.
2. Nel caso di inadempienza non giustificata all’obbligo di frequenza, lo studente è tenuto a riscriversi al Corso.
3. L’orario del singolo Corso di Studi e gli obblighi di frequenza per le diverse attività formative sono definite annualmente in base al Programma del Corso e alle esigenze di programmazione.

 

ART 29. Presentazione piani di studio

1.La presentazione da parte degli studenti dei piani individuali di studi, ove previsto, ha luogo entro i termini stabiliti dal Calendario accademico, di norma, nel corso del primo anno. L’approvazione è automatica qualora essi non si discostino dal Programma previsto. Essa è altrimenti subordinata all’esame da parte del Direttore del corso o dalla Commissione didattica di Dipartimento che funge altresì da struttura di orientamento. Lo studente, nel caso in cui la sua proposta non sia ritenuta approvabile, ha diritto ad essere ascoltato dal Direttore del corso.
2. Lo studente ha comunque diritto a proporre varianti al piano di studi già approvato presentandone uno nuovo nell’anno o negli anni successivi con le modalità definite dai Regolamenti didattici del corso di studi. La possibilità di modificare il piano di studi introducendo corsi attivati ad anni alterni o per cui è previsto numero programmato è subordinata alle esigenze di programmazione didattica.
3. La verifica della corrispondenza tra l’ultimo piano di studio approvato e i crediti effettivamente conseguiti è condizione per l’ammissione alla prova finale per il conseguimento del titolo.

 

ART 30. Insegnamenti in soprannumero

1. Lo studente può acquisire crediti in soprannumero non compresi nell’offerta didattica del proprio corso di studi, ma presenti nell’offerta formativa dell’Accademia o di Istituti convenzionati, al fine di arricchire la propria formazione, ovvero di acquisire crediti per il proseguo della carriera. Tali crediti possono eventualmente essere utilizzati in altro corso o livello di studi, previo riconoscimento da parte delle strutture in ingresso. Questi insegnamenti non entrano nel computo dei crediti previsti dall’ordinamento didattico per il conseguimento del Diploma, né contribuiscono alla media ai fini dell’ammissione alla prova finale.
2. Il diritto alla frequenza di insegnamenti in soprannumero è vincolato alle esigenze di programmazione didattica.

 

ART 31. Verifiche del profitto

1. Lo studente in regola con l’iscrizione e i versamenti relativi può sostenere, senza alcuna limitazione numerica, tutti gli esami e le prove di verifica per i quali possieda i requisiti di frequenza, che si riferiscano comunque ad insegnamenti conclusi e nel rispetto delle eventuali propedeuticità del piano di studi approvato. Sono di norma previste tre sessioni d’esame, estiva, autunnale, invernale. Per insegnamenti ad annualità vincolata può essere prevista dal Regolamento didattico l’obbligatorietà a sostenere l’esame entro la sessione autunnale.
2. Gli esami sostenuti nella sessione invernale sono pertinenti all’anno accademico precedente e non richiedono reiscrizione. Il Consiglio Accademico delibera ogni anno le modalità di determinazione del calendario degli esami di profitto e delle prove di verifica ed eventuali disposizioni relative alla propedeuticità e condizioni di ammissione.
3. I Regolamenti dei singoli Corsi di studi disciplinano le modalità di verifica del profitto dirette ad accertare l’adeguata preparazione degli studenti iscritti ai corsi di studio ai fini della prosecuzione della loro carriera scolastica e della acquisizione da parte loro dei crediti corrispondenti alle attività formative seguite. Tali accertamenti, sempre individuali, devono avere luogo in condizioni che garantiscano l’approfondimento, l’obiettività e l’equità della valutazione in rapporto con l’insegnamento o l’attività seguita e con quanto esplicitamente richiesto ai fini della prova.
4. A seconda di quanto disposto dai Regolamenti del Corso di studi, gli accertamenti possono dare luogo a votazione (esami di profitto) o a un semplice giudizio di approvazione o riprovazione. Gli esami di profitto possono essere orali e/o scritti in relazione a quanto previsto dal Regolamento del Corso di studio e alle determinazioni del Consiglio di Corso. Si possono prevedere forme articolate di accertamento, eventualmente composte di prove successive, anche scritte, da concludersi comunque con un controllo finale. Sia nel caso di prove uniche sia in quello di prove successive, devono essere garantite la pubblicità delle stesse, se orali, e la possibilità di verifica, se scritte.
5. Fatti salvi i casi di iterazione eventualmente consentiti dagli ordinamenti didattici, non è consentita la ripetizione, con eventuale modifica della valutazione relativa, di un esame già superato.
6. Le Commissioni per gli esami di profitto sono nominate dal Direttore. Le Commissioni sono composte da minimo tre membri. Quando il carico didattico lo richieda, esse possono articolarsi in sottocommissioni. Le Commissioni esaminatrici sono presiedute dal titolare dell’insegnamento. In caso di assenza o di impedimento del titolare dell’insegnamento, questi è sostituito dal Direttore del Corso o da altro professore designato. In caso di corsi a più moduli le Commissioni sono presiedute dal docente designato nel provvedimento di incarico.
7. E’ preliminare allo svolgimento delle prove d’esame e condizione per la loro validità la verifica da parte della Commissione esaminatrice dell’identità del candidato, che dovrà esibire la propria tessera accademica, in mancanza della quale non potrà essere ammesso all’esame.
8. Lo studente può ritirarsi dall’esame fino al momento di essere congedato dal Presidente della Commissione per dare corso alla decisione di voto, che avviene senza la presenza dello studente o di estranei.
9. Ai fini del superamento dell’esame è necessario conseguire il punteggio minimo di 18 punti. L’eventuale attribuzione della lode, in aggiunta al punteggio massimo di 30 punti, nei casi di corsi a più moduli è subordinata alla valutazione unanime della Commissione. Nel caso di insegnamenti con più moduli la votazione è il risultato della media delle votazioni conseguite nei singoli moduli.
10. I verbali degli esami di profitto sono validi se firmati dal Direttore, dai componenti della Commissione e, quando previsto, dal Commissario Governativo. Lo studente è tenuto a firmare il verbale all’atto del riconoscimento, quale attestazione della sua presentazione alla prova. La votazione è riportata a cura della commissione esaminatrice e a firma di uno dei suoi componenti sul libretto universitario dello studente. Lo studente è tenuto a controfirmare il verbale alla conclusione della prova nel caso di superamento della stessa. La valutazione di insufficienza non è corredata da votazione. Il presidente della Commissione esaminatrice per le prove di profitto è responsabile dei relativi verbali, da restituire alle Segreterie studenti immediatamente dopo la conclusione di ogni appello.

 

ART 32. Tesi, esame finale e conseguimento del titolo

1. Per conseguire il titolo finale, lo studente deve aver acquisito i crediti previsti dall’ordinamento didattico del corso di studi.
2. Il titolo di studio è conferito previo superamento di una prova finale, le cui modalità di svolgimento, di norma legate alla presentazione da parte dello studente di un elaborato scritto, sono disciplinate nel Regolamento didattico del Corso di studio.
3. La composizione delle Commissioni per la valutazione degli esami finali, unitamente al calendario dei loro lavori, è stabilita dal Direttore dell’Accademia, in osservanza alle norme vigenti. Le Commissioni sono composte da un minimo di tre membri, fra i quali un Presidente. I Regolamenti didattici stabiliscono le modalità per l’eventuale attribuzione dei compiti di correlatore e di componente della Commissione giudicatrice a esperti esterni, in qualità di cultori della materia, subordinatamente all’accertamento da parte del Consiglio Accademico o di membri a questo delegati della loro qualificazione scientifica e/o professionale in rapporto con la dissertazione o le dissertazioni oggetto di esame. Il Presidente della Commissione designa tra i componenti della Commissione il segretario incaricato della verbalizzazione. Il verbale è firmato da tutti i componenti della Commissione che hanno assistito alla prova.
4. Ai fini dell’ammissione all’esame di diploma di primo e secondo livello è necessario conseguire il punteggio minimo di 66 punti. Come da normativa vigente la Commissione, valutate complessivamente le opere e la tesi presentate dall’allievo, può elevare fino a 10 punti il voto di ammissione già determinato in 110. Il voto di diploma viene così ad essere espresso in centodecimi tenuto anche conto della eventuale elevazione . Agli allievi che hanno conseguito l’ammissione con una votazione superiore a 100 la commissione può attribuire un voto di diploma con votazione fino a 110 e lode. L’eventuale attribuzione della lode, in aggiunta al punteggio massimo di 110 punti, è subordinata alla accertata rilevanza dei risultati raggiunti dal candidato e alla valutazione unanime della Commissione.
5. Lo svolgimento degli esami finali è pubblico e pubblico è l’atto della proclamazione del risultato finale.
6. I titoli di studio vengono rilasciati ai sensi della normativa vigente.

 

ART 33. Rinuncia agli Studi

1. Lo studente può rinunciare al proseguimento della propria carriera, manifestando in modo esplicito la propria volontà con un atto scritto. La rinuncia è irrevocabile. Essa non esclude la possibilità di una nuova immatricolazione anche al medesimo Corso di studi. L’eventuale riconoscimento dei crediti acquisiti è operato dalla Competente Commissione di Dipartimento previa verifica della loro non obsolescenza.
2. Lo studente che dopo aver rinunciato sia stato riammesso alla prosecuzione della carriera dovrà versare il contributo relativo alla ricognizione studi nella misura stabilita dal Consiglio di amministrazione.

 

ART 34. Sospensione degli Studi

1. Lo studente che, essendo stato iscritto e regolarmente frequentante non rinnovi l’anno seguente l’iscrizione, conserva la possibilità di riaccedere a domanda al medesimo Corso di studi per l’anno di corso successivo all’ultimo frequentato, purché regolarizzi la propria posizione amministrativa. L’importo della tassa relativa agli anni di interruzione degli studi è stabilito dal Consiglio di amministrazione, anche tenendo conto delle ragioni dell’interruzione.

 

ART 35. Supplemento al diploma

1. Quale supplemento al diploma relativo al titolo di studio conseguito, l’Accademia rilascia un certificato che, secondo modelli conformi a quelli adottati dai paesi europei, riporta le principali indicazioni relative al curriculum specificamente seguito dallo studente per conseguire il titolo stesso.

 

X. CALENDARIO ACCADEMICO E PROGRAMMAZIONE ORARIA

 

ART 36. Caratteristiche generali

1. Il periodo ordinario per lo svolgimento di lezioni, esercitazioni, seminari, attività di laboratorio e integrative è stabilito, di norma, per anno accademico, tra il 15 settembre e il 30 giugno successivo. Il corso può prevedere però diversa progressione temporale in base alle specifiche esigenze didattiche.
2. Attività di orientamento, propedeutiche, di preparazione e sostegno degli insegnamenti ufficiali, nonché corsi intensivi e attività speciali, possono svolgersi anche nel periodo estivo, purché sia così deliberato dalle strutture competenti.
3. Gli insegnamenti si svolgono di norma entro un singolo semestre, ovvero si prolungano sull’arco di due semestri. In relazione a esigenze specifiche, si può prevedere lo svolgimento degli insegnamenti sull’arco di più semestri ovvero secondo diverse scansioni (trimestre, quadrimestre) funzionali all’organizzazione didattica.
4. Il numero delle ore settimanali e la loro distribuzione sono determinate in relazione alla programmazione degli insegnamenti e alle esigenze di funzionalità del calendario didattico.
5. Per facilitare l’accesso ai Corsi di studenti lavoratori, l’Accademia può predisporre attività formative in orario serale con calendari e programmazioni orarie che consentano a questi studenti di frequentare gli insegnamenti.

 

ART 37. Modalità di approvazione del Calendario Accademico

1. Il Consiglio Accademico delibera annualmente il Calendario Accademico tenendo conto delle esigenze di programmazione.
2. Variazioni rispetto alle articolazioni di cui all’art. 20, comunque entro il carico standard previsto dalla normativa in vigore, potranno essere determinate nei Regolamenti didattici di riferimento.

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